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ULTIMA ORNATA A MESSERE RICCARDO
Riccardo, messer, vostra beltà viva
che molto pensar mi fea, e disio rotto
mi lacerava il cor, che mal mi saliva
giacché il fiato traea da sotto.
Rammento, oh, vostra parola, brivo
quand’i’ providi ogne strale a lutto
di me e Voi, ‘brancati giù per lo rivo
quand’ancor portaste sul capo dotto
Respiro da qui, il sentimento duro, ché
forte ha fatto la bruma sullo specchio
ch’i’ non veggio più su il mio riflesso
Resto svolto e brivo, nel mio vanto
conforto, ché di questo mare al vecchio
giacché di voi, poetar, e ragionar cesso.